Stress Test Strategy in 7 domande

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Stress Test Strategy in 7 domande

 

Robert Simons, professore ad Harvard, nel 2010 pubblica un lavoro molto interessante che mira a valutare attraverso 7 semplici (ma potenti) domande la strategia che sta alla base di un business.

Le 7 semplici domande a cui l’imprenditore deve rispondere servono per comprendere se: ” la strategia di business è efficace ed efficiente

E’ un potente strumento di “autoanalisi” che ogni imprenditore dovrebbe utilizzare periodicamente e continuativamente durante tutte le fasi di crescita e sviluppo della propria azienda.

Nell’attuale contesto economico tutti i difetti di una strategia imprenditoriale vengono alla luce nel giro di poco tempo. Risulta importante riuscire ad identificare quali sono i punti deboli dell’impresa e su di loro intervenire per eliminarli o ridurli al minimo.

Per fare questo Simmons consiglia di eseguire questo semplice “test da sforzo (stress-test)” composto da 7 semplici domande che possono apparire ovvie ma che comportano spesso scelte difficili.

Prima domandachi è il vostro cliente primario?

Scegliere un cliente primario è essenziale. Perché, in teoria, questa scelta determina come utilizzare al meglio le risorse a vostra disposizione (personale, mezzi e tempo). L’idea è semplice: destinare tutte le risorse possibili alla soddisfazione delle esigenze del vostro cliente primario cercando di superare le sue aspettative. Molte aziende non riescono a scegliere un unico cliente. Spesso avere le idee poco chiare su chi sia il cliente primario porta a cattive performance senza capire il perché. Destinare le risorse a piu’ di un cliente primario crea confusione nell’organizzazione e il servizio non sarà proprio ottimale ottenendo quindi il risultato di non soddisfare nessuno.

Molte aziende non riescono a scegliere un unico cliente. Spesso avere le idee poco chiare su chi sia il cliente primario porta a cattive performance senza capire il perché.

Seconda domanda: in che modo i vostri valori danno priorità ai dipendenti e ai clienti?

Esistono aziende che mettono al centro il cliente, altre i dipendenti e altri ancora gli azionisti. Sicuramente preferibile scegliere il cliente. Ma anche mettere al centro il dipendente potrebbe creare inaspettate ritorsioni positive. Se i dipendenti vengono “trattati bene” di conseguenza tratteranno bene i clienti. Se i clienti sono trattati bene ritorneranno e cosi’ saranno contenti anche gli azionisti o i proprietari dell’azienda. Mettere al centro il dipendente potrebbe accontentare tutti e innescare un volano di efficienza ed efficacia senza limiti.

Mettere al centro il dipendente potrebbe accontentare tutti e innescare un volano di efficienza ed efficacia senza limiti.

Terza domanda: quali variabili cruciali per la performance state monitorando?

Grazie alle tecnologie possiamo ottenere una infinità di dati che spaziano dai dati di bilancio agli indici ai flussi ai report di produzione, resi, soddisfazione clienti, ecc…. ma spesso questa moltitudine di dati provoca solo confusione. Bastano solo pochi indicatori fondamentali che devono essere monitorati. L’importante è che siano significativi per valutare l’esperienza di acquisto del vostro cliente.

Quarta domanda: quali confini strategici avete definito?

Ogni strategia porta con sé il rischio che le azioni di un singolo mandino alla deriva tutta l’azienda. Ci sono due modi di controllare un simile rischio: potete dire ai dipendenti cosa devono fare o potete dire loro cosa non fare. Dire alle persone cosa fare vi mette al riparo da errori dovuti alle attività non autorizzate tuttavia se per voi hanno valore l’innovazione e il pensiero imprenditoriale è meglio seguire un metodo diverso: assumete personale creativo e indicategli cosa non fare, date la possibilità di essere creativi entro certi limiti. Occorre precisare che chi seguirà questo metodo dovrà esigere disciplina in quanto i divieti vanno fatti rispettare non con i premi ma con le punizioni ed essere pronti a licenziare chi varca i confini.

Quinta domanda: generate tensione creativa?

Uno dei principali compiti di un buon imprenditore è quello di far sentire all’interno dell’azienda le pressioni del mercato. Questo puo’ motivare i dipendenti a pensare e agire da vincenti e pensare al di fuori degli schemi piu’ comodi. Di seguito un elenco di 5 tecniche che potranno generare tensione creativa e innovazione. A differenza del cliente primario qui potrete scegliere tutto quello che vi sembra giusto per la vostra azienda. Anzi, piu’ innovazione volete piu’ tecniche dovrete adottare.

  1. Assegnate obbiettivi elastici
  2. Classificate i collaboratori in base ai risultati
  3. Definite ambiti di responsabilità piu’ ampi degli ambiti di controllo
  4. Distribuite i costi dell’azienda in modo che tutti i reparti abbiano coscienza di quanto spendono
  5. Create team interfunzionali in modo che tutti si possano confrontare con ambiti e responsabilità diverse, questo aiuta a far crescere soluzioni innovative

Sesta domanda: quanto si impegnano nell’aiuto reciproco i vostri dipendenti?

Anche se il desiderio di tutti gli imprenditori è quello che i dipendenti diano sempre il meglio occorre ricordare che devono anche lavorare insieme per raggiungere gli obbiettivi comuni. Per creare una squadra occorre promuovere l’orgoglio di appartenere ad un progetto, la fiducia reciproca e l’equità. Un dipendente che viene ascoltato quando propone un cambiamento anche se il cambiamento non verrà adottato potrebbe portare un domani un’innovazione importante, se non venisse ascoltato la prima volta certamente non promuoverà nulla nel futuro.

Settima domanda: quali sono le incertezze strategiche che non vi fanno dormire?

Nella vita ci sono solo tre cose certe:  la morte, le tasse e il fatto che la strategia di oggi non potrà funzionare per sempre.

Nella vita ci sono solo tre cose certe: la morte, le tasse e il fatto che la strategia di oggi non potrà funzionare per sempre. A un certo punto, prima o poi, i prodotti diventano obsoleti, i gusti cambiano e la tecnologia cambia i profili del business. Preso atto di questo occorre fin da subito attivare all’interno dell’azienda tutti i processi per monitorare i cambiamenti che il mercato registra. Lasciate aperta la vostra porta al dipendente o all’agente o al fornitore che ti racconta cosa ha visto o cosa ha sentito nell’ultima fiera di un settore lontanissimo dal vostro (fiera dei camper per chi produce robot meccanici ad esempio). Attivate sistemi di controllo interno sui costi e sui ricavi in tempo reale, oggi la tecnologia permette di implementare sistemi di analisi dei dati (Business Intelligence) a costi ridotti.

Non esiste una formula magica per eliminare di colpo i difetti della vostra strategia di business. Esiste una sola strada per il successo: dovete impegnarvi in un dibattito continuo e diretto con i vostri collaboratori per discutere di dati, idee e scelte difficili da fare. Insieme a loro dovrete riuscire a dare delle risposte chiare e coerenti alle sette domande.

Buon lavoro.

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